Comunicato Stampa

REPUBBLICA VENETA

COMUNICATO STAMPA  Venezia, 19.12.2020

SERGIO MATTARELLA E GIUSEPPE CONTE, CONDANNATI DALLA CORTE SPECIALE CRIMINALE VENETA PER RESPONSABILITÀ GOLPISTE E INSTAURAZIONE DI UN REGIME ANTIDEMOCRATICO E LIBERTICIDA.

Oggi, 19 dicembre 2020, a Montecchio Maggiore, nella Sala Giustizia, la Corte Speciale Criminale, alla presenza del Doge Albert Gardin, ha processato e condannato i Presidenti occupanti Mattarella e Conte, sulla base dell’accusa formulata dal Maggior Consiglio della Repubblica Veneta.
Sergio Mattarella e Giuseppe Conte sono stati riconosciuti, in concorso tra di loro, come autori di un Colpo di Stato per l’istaurazione di un regime dittatoriale antidemocratico e liberticida.
La sentenza della Corte Speciale, che ha una valenza morale, sarà trasmessa alle organizzazioni internazionali per ogni conseguenza di diritto e per rendere ulteriormente comprensibile le iniziative della Repubblica Veneta atte al recupero della propria sovranità, ancira impedita dall’occupazione italiana.

Venezia, 19.12.2020

Sergio Rolle – Ufficio Dogale

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REPUBBLICA VENETA
MAGGIOR CONSIGLIO

Tribunale del Popolo Veneto
Corte Speciale Criminale. Sentenza.

SENTENZA

La Corte Speciale Criminale della Repubblica Veneta, riunita in conclave, nella veste di Magistratura giudicante.

Viste le accuse di:
• – Colpo di Stato;
• – Attentato e tradimento alla Costituzione italiana ed agli interessi della Repubblica Veneta;
• – Esautoramento del Parlamento italiano e negazione delle libertà democratiche;
• – Emanazione di provvedimenti che hanno impedito le attività del Maggior Consiglio della Repubblica Veneta;
• – Soppressione delle libertà individuali e politiche;
• – Impedimento della libertà di lavoro e di impresa;

mosse dal Maggior Consiglio della Repubblica Veneta, nei confronti di Sergio Mattarella, Presidente pro tempore della Repubblica Italiana, e di Giuseppe Conte, Presidente pro tempore del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana;
Accertato che gli atti propedeutici alla fissazione del giudizio odierno sono stati compiuti nel rispetto di quanto previsto dalla Giustizia della Repubblica Veneta.
Verificato che Sergio Mattarella e Giuseppe Conte, non sono presenti in udienza, non hanno inviato atti o memorie scritte e non hanno inviato persone di loro fiducia a rappresentarli per controbattere alle accuse mosse nei loro confronti;
Questa Corte Speciale Criminale, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Giustizia della Repubblica Veneta, ha assegnato ai succitati Sergio Mattarella e Giuseppe Conte, un Difensore d’Ufficio.
Sentita l’arringa del Provveditore all’Accusa, che conferma la validità delle accuse formulate dal Maggior Consiglio della Repubblica Veneta;
Sentita l’arringa del Magistrato che s’è assunto l’onere della Difesa;
Sentita la Giuria;
Il Magistrato preposto alla Presidenza della Corte Speciale Criminale della Repubblica Veneta, in conseguenza di quanto deciso dalla Giuria,

DICHIARA

Sergio Mattarella, e, Giuseppe Conte

COLPEVOLI

di tutte le accuse mosse nei loro confronti con l’aggravante di aver agito in concorso tra di loro per ottenere vantaggi personali a danno dei cittadini, e li

CONDANNA

per aver tradito i loro doveri istituzionali e per aver approfittato della situazione di grave debolezza e precarietà politica per assicurarsi la sopravvivenza al potere, ad essere quindi ricordati per la bassezza morale dimostrata al solo scopo di acquisire effimeri vantaggi personali.
La presente sentenza a carattere morale verrà inviata per conoscenza alla Segreteria Generale ONU, alla Segreteria Generale del Consiglio d’Europa, alla Segreteria Generale OSCE, alla Procura della Repubblica Italiana a Venezia, perché ne traggano tutte le conseguenze possibili.

Si da mandato al Segretario della Corte Speciale Criminale di attivarsi affinché si porti al regolare adempimento di quanto è previsto nella presente sentenza, con tutti i mezzi consentiti dalla Giustizia della Repubblica Veneta.

Venezia 19 dicembre 2020

Marco Bragadin
Presidente della Corte Speciale Criminale

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TESTO DELL’ACCUSA

Illustri Signori della Corte,
l’accusa fa propria la denuncia sostenuta dal Maggior Consiglio contro i Signori imputati Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica italiana) e Giuseppe Conte (Presidente del Governo italiano) di prendere pretesto della tanto “strombazzata” crisi sanitaria per imporre, in concorso tra di loro, una dittatura politica di natura fascista per mascherare la profonda e irreversibile crisi politica, sociale ed economica nella quale l’Amministrazione italiana ha condotto i Popoli italiani, tenendo in piedi così un Paese già morto!

Lo Stato dittatoriale sorretto dalla pioggia continua ed incessante di dpcm (Decreti Presidente Consiglio dei Ministri), firmati da Giuseppe Conte e sempre puntualmente validati dal Presidente della Repubblica occupante Sergio Mattarella, si prospetta come una via politica senza ritorno al passato; con questo deragliamento istituzionale, senza alcun freno democratico, si sono vietate le libertà di riunione, le libertà politiche, le manifestazioni contro il regime.

Non parliamo per “sentito dire” o dietro “dubbia” informazione, ma parliamo per cognizione di causa, per aver riscontrato gli effetti nefasti di tale politica generale, per aver potuto misurare l’annullamento delle norme che consentivano un pur piccolo spazio di libertà democratica.

Il giorno 10.4.2020 e il giorno 16.5.2020 a Vicenza, il Regime straniero occupante, ricorrendo alla nuova legislazione dittatoriale dei dpcm, ha impedito violentemente, con arroganza, brutalità, prepotenza, dispiegamento spropositato di forze di polizia e militari, le riunioni straordinarie del Maggior Consiglio della Repubblica Veneta; e attivato il proprio sistema giudiziario occupante, sostenendo accuse false contro i membri del Maggior Consiglio.

Il 25 aprile 2020 in piazza San Marco, nonostante il .preavviso alle autorità alla Pubblica Sicurezza, una cinquantina di uomini in divisa e in borghese, della polizia italiana e dei carabinieri, sono stati dispiegati per dissuaderci dalla celebrazione di San Marco. Anche questa volta, la polizia italiana ha presentato denuncia al sistema giudiziario occupante contro il Doge, presente alla celebrazione, per violazione delle disposizioni restrittive delle ordinanze del dpcm Mattarella-Conte.

Le autorità dello Stato italiano, dal Presidente della Repubblica italiana, al Presidente del Governo occupante, sono sempre state puntualmente informate ed edotte della natura istituzionale delle riunioni venete; si ha dunque ragione di ritenere che le repressioni siano state dettate dagli stessi alti vertici dello Stato italiano, nel tentativo evidente di impedire l’espressione della sovranità storica della Repubblica Veneta e dell’indipendenza dei suoi cittadini.

I provvedimenti dittatoriali dei dpcm non hanno colpito soltanto gli esponenti della Repubblica Veneta ma anche diverse migliaia di cittadini veneti, repressi nell’esercizio delle loro necessità basilari con ammende salatissime, miranti ad ammutolire, a costringere al silenzio e alla sottomissione chi non rispetta le imposizioni dittatoriali.

La prepotenza del regime Mattarella-Conte serve a inibire e impedire ogni possibile protesta contro il saccheggio istituzionale ed economico dello Stato italiano in corso ed in avanzato stato di sviluppo.

È dunque tutto un Popolo, il nostro Popolo, il Popolo Veneto (ma anche i Popoli italiani, nostri compagni di sventura), a subire il colpo di Stato Mattarella-Conte, questa dittatura di politicanti ridotti a mercenari di grandi imprese multinazionali, di progetti sopranazionali!

I risultati, se non viene smascherato e denunciato questo piano criminale, avranno una ricaduta catastrofica sulla Repubblica Veneta e sui Popoli italiani, sul piano economico, sociale e politico e sanitario in conseguenza al l’imposizione del porto delle mascherine infettive.

Le prove in nostro possesso, ma anche le notizie di cronaca, sono più che sufficienti a suffragare la denuncia del Maggior Consiglio, sostenute in pieno dal nostro Ufficio accusatorio.

Pertanto chiediamo alla Corte una condanna non penale ma morale degli accusati per tradimento dei loro impegni istituzionali, per avere approfittato di una situazione di grave debolezza e precarietà politica dell’Italia per assicurare il mantenimento del loro potere. Chiediamo una condanna che valga come allarme della estrema pericolosità del contagio fallimentare italiano. La vera peste in questo momento sono le istituzioni italiane.
Nella impossibilità di agire in proprio, la Corte Speciale Criminale fa appello alle organizzazioni statuali internazionali perché sappiano trarre le dovute conseguenze anti pestilenziali.